XV sec. Rinascimento e Signorie

Nel XV secolo Brescia è oggetto di una feroce contesa tra due grandi potenze: il Ducato di Milano e la Repubblica di S. Marco.

Dal 1385 al 1403 Brescia è sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti, che spreme la città per finanziare le proprie campagne militari.
Quando i bresciani si rivoltano contro i Visconti, il condottiero Pandolfo Malatesta ne approfitta per instaurare la propria signoria sulla città (1404-1421). Il nuovo signore di Brescia invita in città numerosi artisti e riavvia l’economia portando un breve periodo di prosperità.

Il mercenario Francesco Bussone detto il Carmagnola pone fine al sogno malatestiano riconsegnando la città ai Visconti che opprimono nuovamente la popolazione.
Nel 1426 la congiura di Pietro Avogadro consegna Brescia nelle mani dei veneti il cui domino durerà per ben 340 anni.
I Visconti tentano inutilmente di riprendere il controllo sulla città e inviano i loro migliori condottieri:

– nel 1426 , Francesco Sforza, respinto dall’esercito veneto

– nel 1427 Carlo Malatesta, sconfitto a MACLODIO dal Carmagnola, ormai passato al soldo della Serenissima.

– nel 1438 Niccolò Piccinino che dopo 17 giorni di furiosi scontri è costretto a ritirarsi. Le leggende narrano che gli stessi patroni della città siano intervenuti sulle mura per fermare gli invasori.

Brescia fa definitivamente parte del dominio veneto e si prospetta un lungo periodo di stabilità.

All’interno di questa situazione sociale ed economica la Confraternita del Leone è in grado di fornire milizia mercenaria e popolazione civile di vari ceti sociali oltre agli antichi mestieri dal Mastro di Gualchiera al Fabbro, dall’Amanuense allo Scultore.

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